Costume e ballo

Il Costume

famigliaL’abbigliamento tradizionale rispecchiava la divisione in classi sociali della comunità locale, nobilescavallerisvassallosremitanosdamasvassallas e la differenziazione è sopravvissuta sino agli anni Cinquanta e Sessanta.
Il costume tradizionale (maschile e femminile) è ora scomparso dall’uso quotidiano; sino a metà anni Sessanta alcuni vecchi e, più raramente, vecchie lo portavano quotidianamente.
I costumi però si conservano gelosamente e si tramandano con orgoglio ed è rara la famiglia che non ne possiede uno.
Vengono indossati nelle feste più importanti (sopratutto la Pasqua), in occasione di matrimoni e nel periodo carnevalesco.

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COSTUME MASCHILE
  • Copricapo: sa berritta, di panno nero, lunga circa 60-70 cm, distesa o piegata sul capo, comune ed uguale in quasi tutta l’Isola.
  • Camicia: sa hammisa di tela bianca, collo a sa piza (alla coreana) con ricami detti su pranusu dominu e chiusa con bottoni d’oro. Maniche molto ampie e polsini con lo stesso ricamo.
  • Corpetto: su curittu, di panno rosso, girocollo e a doppio petto, chiude davanti ad un lato con un gancio ed ha le maniche aperte dai polsini alle ascelle.
  • Giacca: sas peddes, di pelli di agnello nere per i bambini specialmente, quello dei grandi spesso anche con pelli di pecora a pelo corto, anch’esse nere; all’occorrenza anche il modello interamente in stoffa.
  • Gonnellino: sos carzones de goresi, in orbace nero con bordo di velluto nero plissettato in vita e chiuso con un robusto gancio, chiamato in gergo ispacca troddiu.
  • Cinta: su hintorju, un grosso cinturone di pelle lavorata.
  • Calzoni: sos carzones biancos, larghi pantaloni bianchi di tela grossa detti anticamente carzones de ispiha (specie di spigato), arricciati in vita e chiusi con bottoni, arrivano a metà gamba coprendo l’orlo delle ghette;
  • Ghette: sas carzas, di orbace nero con bordo di velluto nero e senza aperture.
  • Accessori: piccoli bottoni d’oro per chiudere l’ampia camicia.

La versione da “vedovo” prevede che anche il corpetto sia rigorosamente nero. Il costume maschile d’inverno veniva completato da su sahu nigheddu, un mantello o cappotto nero di orbace con cappuccio (gappotto ‘e goresi).

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G. Mercuriu in una foto-cartolina anni ’60

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foto fine ’50 primi ’60 Ziu Antoni Nieddu che portava quotidianamente il costume

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