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MAMOIADA |
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Il PREMIO DI POESIA “SANT’ANTONI
‘E SU OHU”, organizzato ogni anno dalla Biblioteca
Comunale di Mamoiada con il patrocinio delle Amministrazioni
Comunale, Provinciale e Comunità Montana n° 9, è
diventato nel tempo un appuntamento culturale molto
importante. E’ stato istituito nel 1992 per volere
di:
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VINCITORI PRIMA EDIZIONE
(1992)
Sezione A (poesia in rima) Angelo Porcheddu (Banari)
Sezione B (poesia senza rima) Salvatore Marceddu (Oniferi)
Sezione C (poesia satirica) Non assegnato
VINCITORI SECONDA EDIZIONE
(1993)
Sezione A (poesia in rima) Ignazio Porcheddu (Posada)
Sezione B (poesia senza rima) Salvatore Marceddu (Oniferi)
Sezione C (poesia satirica) Giovanni Pira (Orgosolo)
VINCITORI TERZA EDIZIONE
(1994)
Sezione A (poesia in rima) Pinuccio Giudice Marras (Macomer)
Sezione B (poesia senza rima) Giuseppe Tirotto (Castelsardo)
Sezione C (poesia satirica) Lorenzo Ilieschi (Cagliari)
Sezione D (Scuola Media) ex aequo: Antonella Mereu classe
5ª A Biscollai (Nuoro) – Alunni della 5ª A e 5 ª B Padru
‘e Làmpadas (Macomer)
VINCITORI QUARTA EDIZIONE
(1995)
Sezione A (poesia in rima) Ignazio Porcheddu (Posada)
Sezione B (poesia senza rima) Anna Cristina Serra (San Basilio)
Sezione C (poesia satirica) Non assegnato
Sezione D (Scuola Media) Roberto Mula - Alessio Mureddu
(Mamoiada)
VINCITORI QUINTA EDIZIONE
(1996)
Sezione A (poesia in rima) Antonio Maria Pinna (Pozzomaggiore)
Sezione B (Poesia senza rima) Mondina Secchi (Sassari)
Sezione C (poesia satirica) Giovanni Pira (Orgosolo)
VINCITORI SESTA EDIZIONE
(1997)
Sezione A (poesia in rima) Ignazio Porcheddu (Posada)
Sezione B (poesia senza rima) Pietro Sotgia (Dorgali)
Sezione C (poesia satirica) Non assegnato
VINCITORI SETTIMA EDIZIONE
(1998)
Sezione A (poesia in rima) Antonio Maria Pinna (Pozzomaggiore)
Sezione B (poesia senza rima) Anna Cristina Serra (San Basilio)
Sezione C (traduzione) Salvatore Mossa (San Sperate)
VINCITORI OTTAVA EDIZIONE
(1999)
Sezione A (poesia in rima) Ignazio Porcheddu (Posada)
Sezione B (poesia senza rima) Mondina Secchi (Sassari)
Sezione C (traduzione) Salvatore Fancello (Dorgali)
VINCITORI NONA EDIZIONE
(2000)
Sezione A (poesia in rima) Pinuccio Giudice Marras (Macomer)
Sezione B (poesia senza rima) Tetta Becciu (Ozieri)
Sezione C (traduzione) Salvatore Mossa (San Sperate)
VINCITORI DECIMA EDIZIONE
(2001)
Sezione A (poesia in rima) Antonio Maria Pinna (Pozzomaggiore)
Sezione B (poesia senza rima) Paola Alcioni (Cagliari)
Sezione C (traduzione) Gonario Carta Brocca (Dorgali)
VINCITORI UNDICESIMA
EDIZIONE (2002)
Sezione A (poesia in rima) Albino Conta (Posada)
Sezione B (poesia senza rima) Raffaele Piras (Quartucciu)
Sezione C (traduzione) Quirico Falchi (Bolotana)
VINCITORI DODICESIMA
EDIZIONE (2003)
Sezione A (poesia in rima) Antonio Maria Pinna (Pozzomaggiore)
Sezione B (poesia senza rima) Tetta Becciu (Ozieri)
Sezione C (traduzione) Bobore Filindeu (Nuoro)
VINCITORI TREDICESIMA
EDIZIONE (2004)
Sezione A (poesia in rima) Salvatore Fancello (Dorgali)
Sezione B (poesia senza rima) Gianfranco Garrucciu (Tempio)
Sezione C (traduzione) Antonio Longu (Macomer)
VINCITORI QUATTORDICESIMA
EDIZIONE (2005)
Sezione A (poesia in rima) Giovanni Fiori (Ittiri)
Sezione B (poesia senza rima) Gigi Angelis (Palau)
Sezione C (poesia satirica) Non assegnato
VINCITORI QUINDICESIMA
EDIZIONE (2006)
Sezione A (poesia in rima) Ignazio Porcheddu (Posada)
Sezione B (poesia senza rima) Tetta Becciu (Ozieri)
Sezione C (poesia satirica) Non assegnato
VINCITORI SEDICESIMA
EDIZIONE (2007)
Sezione A (poesia in rima) Angelo Porcheddu (Banari)
Sezione B (poesia senza rima) Gonario Carta Brocca (Dorgali)
Sezione C (poesia satirica) Non assegnato
VINCITORI
DICIASSETTESIMA
EDIZIONE (2008)
Sezione A (poesia in rima) Ignazio Porcheddu (Posada)
Sezione B (poesia senza rima) Tetta Becciu (Ozieri)
(Tutti i verbali
sono depositati e custoditi presso la Biblioteca
Comunale di Mamoiada)
REGOLAMENTO
Art. 1 - Possono
partecipare al concorso tutti i poeti che compongono in
lingua sarda.
Art. 2 - Le sezioni sono due:
a) poesia in rima a tema libero dove è gradita
anche la poesia satirica: (massimo 40 versi)
b) poesia a tema libero a versi sciolti:
(massimo 40 versi).
Art. 3 - I concorrenti possono partecipare a uno
sola sezione con una sola composizione.
Art. 4 - Le poesie partecipanti alle varie sezioni
dovranno essere inedite e mai premiate in altri concorsi.
Art. 5 - Le opere dovranno essere firmate solo con
uno pseudonimo e inviate in busta chiusa contenente oltre
le composizioni anche un’altra busta chiusa in cui saranno
riportati nome, cognome, Codice Fiscale, pseudonimo e indirizzo con eventuale
recapito telefonico e c/c bancario del concorrente.
Art. 6 - Per ogni composizione dovrà inoltre essere
specificata la sezione per cui si concorre. Art. 7 -
Le opere dovranno essere redatte a macchina o fotocopiate
in modo chiaro e leggibile e inviate alla Biblioteca Comunale,
Piazza Europa, Mamoiada, entro il 5 novembre
in numero di 8 copie per composizione.
Art. 8 - Le poesie resteranno di proprietà della
Biblioteca, la quale potrà usarle per una eventuale pubblicazione.
Art. 9 - Le poesie verranno valutate da una apposita
giuria di esperti. Il responso della giuria è insindacabile.
Art. 10 - I poeti verranno avvisati in tempo utile
per le premiazioni. In caso di assenza non motivata dei
poeti premiati alla relativa cerimonia, la Biblioteca si
riserva di trattenere i premi e di procedere, successivamente,
alla consegna agli stessi autori solamente dell’attestato
e del libro. I premi non ritirati resteranno di proprietà
della Biblioteca.
Art. 11 - Il mancato rispetto delle norme del presente
bando, comporterà l’esclusione dal concorso.
INDICAZIONI ESSENZIALI PER
UNA CORRETTA SCRITTURA DEL SARDO
Allo scopo di eliminare alcuni
dei principali errori che vengono commessi da parte di molti
concorrenti e per fornire un contributo all’opera di unificazione
ortografica convenzionale della lingua sarda, riteniamo utile
riportare le principali norme proposte a suo tempo dai professori
Antonio Sanna, Massimo Pittau, Enzo Espa. Esse, così come sono
state confermate di recente ancora dal prof. M. Pittau, dal
prof. Giulio Paulis e da Tonino Rubattu, direttore della rivista
S’Ischiglia, sono riportate a corredo del volume “Sas poesias
de una bida” di Pietro Mura, curato da Nicola Tanda.
1 - le parole vengono scritte senza tener conto delle alterazioni fonetiche proprie dei singoli dialetti; per cui si scrive
sardu e non saldu, mortu e non moltu,
Sardigna e non Saldigna;
2 - quando la parola inizia per consonante, questa nella grafia non viene raddoppiata, anche se la sua pronuncia è allungata in seguito a fenomeni di fonetica sintattica: a
notte e non a nnotte;
3 - la copula singolare viene scritta est, anche quando nella effettiva pronuncia subisce trasformazioni;
4 - le terze persone plurali dei verbi perdono in generale la
t finale; la medesima consonante t viene indicata nella terza persona singolare, anche quando il vocabolo seguente inizia per consonante;
5 - in suono della j francese di jour viene indicato con la lettera
j, come nei vocaboli jaga “cancello rustico di legno”,
maju “maggio" , ruju "rosso";
6 - il suono della cacuminale o invertita dd e
nd viene scritto senza alcun segno aggiuntivo: caddu,
sedda, cando... e non caddhu, seddha,
candho;
7 - non verranno usate nella scrittura le preposizioni articolate; la preposizione viene scritta sempre distinta e distaccata dall’articolo:
a su, de su, in su, in sos, in sas;
8 - per quanto attiene all’impiego della lettera h davanti al verbo
hàere la questione è rimasta aperta. Nel volume prima citato, “Sas poesias de una bida”, si opta per l’uso della lettera
h davanti ad alcune voci del verbo hàere (happo,
has, hat, hamus, hazis, han,
haiat, haian); mentre la lettera h non viene mai usata davanti alla parola
omine;
9 - dopo le consonanti finali non viene scritta la vocale paragogica tranne in fine di verso per esigenze di rima;
10 - l’avverbio negativo è in genere scritto “no” quando è seguito da vocale, “non” quando è seguito da consonante;
11 - la congiunzione negativa ne = in italiano “né” non viene in genere accentata, poiché non è possibile confonderla con altre particelle;
12 - la zeta sonora (o dolce) viene scritta con z semplice, mentre quella sorda viene scritta con
tz o doppia zz; ad esempio: zente, muzere,
tzitsade, fatzile (o fazzile), catzare (o
cazzare);
13 - la lettera c è da usare come in italiano; quindi, per indicare il suono duro gutturale, si scriverà
ch e non k; avremo quindi “chida” e non “kida”, “chena” e non “kena”, “cane” e non “kane”;
14 - l’accento si usa solo nelle parole tronche: “però“, “accò”, “ajò”. Si usa pure per il “sì” affermazione, che non deve essere confuso con il “si” pronome personale.