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MAMOIADA |
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Pane
e dolci Legata a particolari ricorrenze, la lavorazione del pane e la preparazione dei dolci, in certe regioni dell’Isola può diventare un’arte. Mamoiada può essere considerata, a pieno titolo, una regina nel settore in quanto a bontà ed alta qualità del pane e dei dolci tipici. Ogni famiglia produce il pane tipico haresau o harasau, o meglio pane tostu, pane 'e vresa (carta da musica, pane sardo ecc.) per il proprio consumo ma diversi laboratori artigianali (tutti rigorosamente con antico forno a legna) lo producono anche per la vendita. |
C’è da chiarire e
specificare un particolare importante sulla definizione
del tipico pane haresàu.
A Mamoiada haresàre vuol dire fendere il pane dopo
la prima cottura, per poi tostarlo.
Il Dizionario Etimologico Sardo riporta Karasàre come “strofinare, graffiare” ma è una definizione
errata, così come è errata la definizione di "pane haresau"
o harasau riguardo al prodotto finito. Inoltre il DES definisce il pane carasàu “pane
indurito”. A Mamoiada si definisce pane haresàu il
pane ancora soffice (lentu, modde) cioè quello che è stato diviso
in due prima dell’ultima infornata. Haresare il pane
è l’azione che si fa per “separare” le due sfoglie che
costituiscono sa tunda, (quella specie di bolla di
pane rotonda, appunto, come dice la parola). Una volta
separate (quindi haresàs) le due
parti vengono spianate bene e rimesse al forno per la
“tostatura”. Dopo la seconda e definitiva cottura il pane diventa
croccante, pronto per mangiare e viene definito pane
tostu, pane e vresa. Si generalizza "pane haresau" ma è
una definizione impropria.
Altro prodotto tipico sono le ottime spianatine de
pane hín patata, pane hín gherda,
pane ‘e granza, pane modde (dei pani soffici con l’aggiunta
di ingredienti alle farine di base).
I tipi di dolci sono
numerosi e di una squisitezza che ha pochi eguali, costituiti
da ingredienti semplici e vanno dalla farina di grano duro,
alle mandorle, alle noci e nocciole ed al miele e/o zucchero.
| A gennaio, per la festa di Sant’Antonio (quello dei falò) e per il periodo di carnevale vengono preparati diversi tipi di “papassinos” (bianchi e scuri) fra cui su papassinu nigheddu, in altre parti chiamato pane’ e sapa (che sarebbe vino cotto); inoltre sas hàsadinas, sas caschettas (delicatissimi e gustosi), sas orulettas, su coccone hín mele (un tipo di pane al miele e zafferano), sas hàthas (che sono delle fritelle dolci ). Altri ancora da non dimenticare conosciuti anche nel continente come sas sevadas (seadas o sebadas in altre zone) e sos rujolos, preparati con casizzolu e miele. Molto variegati sono i dolci per i matrimoni che vanno dal gattò a sos marigosos, da s'aranzada ai clas |
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sici pistoccos (savoiardi), sos amarettos, sos guelfos o ovos de monza (palline con un impasto di mandorle).
Il forte profumo dei sapori antichi e le forme più arcaiche dei nostri dolci presso i laboratori artigianali dove si trovano tutte le tipicità del posto quasi in ogni periodo dell’anno:

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