Costume e ballo

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Donne in costume alla 300ª sagra di S. Efisio -Cagliari-

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Foto d’epoca

S.Giuseppe

Gli ultimi uomini in costume ritratti a S. Giuseppe (primi ’60)

   

Il Ballo

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Anche sulle origini del ballo sardo si sa poco e niente. Si ritiene che possa derivare dalle cerimonie sacre preistoriche celebrate per propiziarsi una caccia abbondante o un buon raccolto, e che rappresentasse non solo un divertimento, ma fosse anche l’espressione di una collettività.
La testimonianza più antica è in un vaso risalente alla “cultura di Ozieri“ – circa 3000 anni A.C. – dove si documenta un tipico ballo sardo.
Tale teoria sarebbe confermata non solo dall’uso delle launeddas (il più antico strumento musicale sardo attualmente non presente a Mamoiada) per accompagnare le danze, ma anche dal loro legame col fuoco: ancora oggi, infatti, alla vigilia di alcune feste paesane si preparano i fuochi, intorno ai quali si danza. Inoltre la figura fondamentale eseguita dai ballerini è il cerchio in cui tutte le coppie si tengono per mano (“a manu tenta”), e dal punto di vista ritmico e melodico vi è uno stretto legame tra chi esegue la musica e chi la balla, cosa che confermerebbe l’importanza dell’unione comunitaria durante i momenti più significativi di aggregazione sociale. Pare scontato che in origine l’accompagnamento per il ballo sia stato il canto, cioè il cosiddetto canto a tenore, a hussertu.

Caratteristiche generali dei balli di Mamoiada
1977

1977

Il ballo sardo richiede una “specializzazione tecnica” di suonatori e ballerini. A Mamoiada durante il ballo tutti i danzatori (balladores) si tengono per mano, con le braccia raccolte sui propri fianchi, e procedono formando un grande cerchio che gira in senso orario.
Tradizione vuole che qualsiasi uomo voglia far parte del ballo deve chiedere il “permesso” per l’ingresso alla sinistra del ballerino, mai alla sua destra se vi è una donna.
Il movimento di base è un assecondamento ritmico simile ad un sussulto cui partecipa soprattutto il tronco, sul quale si innestano i vari passi, ognuno dei quali corrisponde in modo stretto al ritmo musicale, e che devono essere compiuti con compostezza: la parte superiore del corpo deve essere mantenuta rigida ma come se fosse pervasa da un tremito, mentre la mobilità è affidata esclusivamente agli arti inferiori.
Il ritmo della maggior parte dei balli sardi tradizionali si suddividono in due principali gruppi e Mamoiada non fa eccezione: danze mono-strutturate e danze bi-strutturate, differenziate grosso modo dall’uso di due ritmi differenti (seriu e alligru, serio e vivace). I balli di Mamoiada sono principalmente due: “Su Passu”, più precisamente “Passu Torrau” caratterizzato dal movimento lento e armonioso e “Su Sartiu”, un movimento più allegro. Infine vi è Su Dillu, un ballo molto più vivace.

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